venerdì 28 febbraio 2014

realtà riflesse

Ci sono momenti in cui sembrano decollare le idee e tutta la vita sollevarsi come una mongolfiera colorata, pronta a trasportarti verso entusiasmi elettrizzanti ed esperienze straordinarie.
Poi, altri momenti.
Grigi come certe mattina di nebbia e acqua, quasi pesanti, che costringono a (co)stringersi nelle spalle, nel tentativo, quasi, di rimpicciolirsi e non farsi vedere.
Sono quelli i momenti in cui ci va più coraggio, più fiducia, più amore.
Perché davvero Tutto scorre.
Perché davvero Tutto scorre.
E i bianchi diventano neri
I gialli blu.
I rossi verdi.
I neri bianchi .

domenica 16 febbraio 2014

paesaggi rinchiusi

Nell'ambito del progetto "Palestina raccontata"
 (www.palestinaraccontata.it)  il 1° marzo, alle ore 18, si terrà a Torino, presso la Libreria Belgravia, in via Vicoforte, 14, la Mostra fotografia di Bruna Orlandi:   PAESAGGI RINCHIUSI.

Sarà Loredana Bagnato a raccontare la Palestina degli Affetti, dell'Appartenenza, degli Esilii, del Ritorno, attraverso una delle sue voci più care, quella del suo poeta e giornalista, autore, Mahmud Darwish.

Autrice di "Hai cantato la tua libertà", canzone senza musica, Loredana Bagnato, anche narratrice, si è infatti liberamente ispirata dagli scritti intensi e commoventi di Darwish.

Al termine della presentazione sarà offerto un aperitivo con piatti tipici palestinesi .

Presenterà l'incontro Sami Hallac .
La mostra rimarrà esposta fino al 23 marzo.

martedì 5 novembre 2013

Palestina: un carcere a cielo aperto. A Torino con Anna Svelto, Loredana Bagnato e Luca Pivano. Mostra fotografica, cultura, quotidianità del dramma dei Palestinesi. Presente Sami Hallac

Non c'era ambizione negli occhi di anna svelto, mentre percorreva con lo sguardo l'orizzonte di mura crivellate da colpi d'arma da fuoco, mentre registrava nella mente un percorso inaudito di stupore, mentre cercava di dare senso a dettagli inquietanti, a quelle reti metalliche sospese tra le vie, a quei soldati armati intorno a donne sole che camminavano per strada, mentre contava, da dietro le ciglia socchiuse, l'altezza soffocante di quel muro che chiude il sipario alla libertà di alcuni.
Non c'era ambizione, ma certo il forte desiderio di non poter restare troppo a lungo in silenzio.
 E quando gli occhi di Anna Svelto osservano il mondo intorno, l'obiettivo della sua inseparabile Canon Eos 7D, registra passo passo le emozioni, di gioia o di dolore, di muto rispetto o di entusiasmo appassionato.
E ce le riporta intatte da mondi, sempre “troppo” lontani dal nostro quotidiano. 
Così è stato per la terra di Palestina.
Mercati, medici, giovani soldati, lavoratori, donne e uomini feriti nell'anima, divieti impensabili e inaccettabili, speranze, lotte... Ogni scatto un racconto.
Come quello della Chiave, perchè un giorno si possa ritornare.
O del Medico che visita “di nascosto”, o delle ricamatrici di “contrabbando”...

Le opere di Anna Svelto, raffiguranti la "sua" Palestina, quella che tutti dovremmo poter conoscere, sono ora raccolte in una serie di Mostre, in varie città d'Italia. 
Torino ospita la fotografa e i suoi scatti, per la seconda volta, nell'ambito delle iniziative del Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Torino, in vista del summit intergovernativo italo-israeliano del 2 dicembre prossimo, nel capoluogo piemontese.

PALESTINA:UN CARCERE A CIELO APERTO, questo il titolo della kermesse fotografica, che sarà inaugurata presso la  Libreria-Belgravia (via vicoforte 14/d) di Torino, sabato 9 novembre 2013, alle ore 17,30 e resterà aperta al pubblico per l'intero mese di novembre (con ingresso gratuito).
Per una serie di circostanze fortuite, Anna Svelto mi ha coinvolta nel progetto della Mostra, dandomi l'opportunità non solo di conoscere personalità interessanti che gravitano attorno ai "discorsi" della Palestina, donne e uomini che si occupano di associazionismo internazionale e di intervento sociale, di politica e di cultura, ma pure, attraverso l'aiuto concreto di Sami Hallac, presidente del Comitato di solidarietà con il popolo palestinese, di Torino, di inoltrarmi nell'affascinante mondo poetico di uno degli autori più amati (e non solo tra i palestinesi) e importante giornalista, palestinese, profugo, cantore del mondo e della bellezza per l'appartenenza: Mahmoud_Darwish.

Luca Pivano
Mahmoud Darwish
Allora ho unito le mie attitudini, di giornalista, scrittrice e attrice, e le ho messe, umilmente, ma piena di entusiasmo, al servizio di questo progetto culturale, sociale e artistico di Anna Svelto, creando un racconto/lirica, dedicato proprio ad un immaginario e liberatorio colloquio con il poeta profugo Darwish. 
Si chiama: "HAI CANTATO LA TUA LIBERTA'", e avrò il piacere di presentarlo, recitando con l'attore e amico Luca Pivano, di Torino, proprio nel corso dell'inaugurazione della mostra di Anna Svelto. 
Loredana Bagnato
All'incontro, cui seguirà un aperitivo palestinese, saranno presenti diversi esponenti del mondo culturale torinese ed internazionale, che porteranno la loro preziosa esperienza nel dibattito che si svilupperà nel corso della presentazione della mostra.

Con l'autrice degli scatti, inoltre, sarà presente anche Laura Martinelli, di ritorno dalla Palestina, altra testimone di una realtà, quella del popolo palestinese, che non dovrebbe riguardare “solo” le conflittualità inaudite dello strapotere degli uomini di potere, ma pure la salvaguardia dei valori dell'umanità tutta.
Noi siamo palestinesi, siamo cittadini del mondo, siamo in Siberia e a Lampedusa, siamo in Corea e a Wall Street, siamo nella campagna napoletana, sotterrata di veleni, e tra i fumi dell'Ilva di Taranto, siamo parte del mondo che sta annaspando sotto cumuli di inutili parole.

Diceva in una sua bella canzone, Pino Daniele: “E' tempo di cambiare...”.
Novembre è tempo di cambiamenti: approfittiamo di una ventata di cultura e arte. Cominciamo da qui.

biblioteca I. Calvino: tra i relatori: a sx Loredana Bagnato, a dx Anna Svelto e Sami Hallac

venerdì 1 novembre 2013

Novembre.


È il mese della mestizia e delle riflessioni, è il mese della progettualità interiore e dei mutamenti, dell'abbandono per il rinnovo, della sfrondatura per una folta futura abbondanza. 
Guardo intorno a me, sono gli alberi e la terra che me lo dicono. È nell'aria pungente che buca il tiepido sole,è tra i rami ostinati di foglie ramate appese ancora per poco. 
È dentro me. 
È in questo giorno di festa in cui il pensiero, oggi e non domani, va a chi non c'è. 
Anche nel commemorare, a novembre, c'è voglia di cambiamento.

domenica 8 settembre 2013

ritorno...


Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia...Mario Benedetti

Ci sono incontri che cambiano la vita.
Mario Benedetti: un poeta meraviglioso che mi ha conquistata.



È così poco


Ciò che conosci
è così poco
ciò che conosci
di me
ciò che conosci
sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesti
ciò che conosci
è la tristezza
di casa mia vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il campanello della mia tristezza.


Però non sai
niente
al massimo
pensi a volte
che è così poco
ciò che conosco
di te
ciò che conosco
cioè le tue nuvole
o i tuoi silenzi
o i tuoi gesti
ciò che conosco
è la tristezza
di casa tua vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il campanello della tua tristezza.


Però non chiami.
Però non chiamo.


Mario Benedetti

martedì 3 luglio 2012

La lettera di Alessandro Del Piero - 30 giugno 2012


(Ciao Alex, grazie per questi meravigliosi, sofferti, bellissimi ed unici diciannove anni)

"Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi.

Non è una notizia, ma sapere che è “ufficiale” fa comunque effetto. Per me non è un momento triste, non c’è rimpianto né nostalgia. Non più. Perché in questi giorni ho avuto modo di ripensare a tutto quello che è successo nella mia ultima stagione in bianconero, poi di lì tornare indietro, e rivivere il più bel sogno che avrei potuto sognare.

Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell'abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile.

Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a ringraziarvi, come voi avete fatto con me.

I giocatori passano, la Juventus rimane. Rimangono i miei compagni, ai quali auguro il meglio: tiferò sempre per loro. Rimanete soprattutto voi tifosi, che siete la Juventus. Rimane quella maglia che ho amato e amerò sempre, che ho desiderato e rispettato, senza alcuna deroga, senza sconti. Sono felice che altri dopo di me possano indossarla, anche e soprattutto la “10” che da quando esistono i nomi sulle maglie bianconere, ha sempre portato il mio. Sono felice per chi la indosserà l’anno prossimo, sono felice che da qualche parte – in Italia e nel mondo – qualcuno sta sognando di indossarla. E sarei orgoglioso che volesse ripercorrere la mia storia, come io ho fatto con altri campioni, altri esempi, altre leggende.

Da domani non sarò più un giocatore della Juventus, ma rimarrò per sempre uno di voi.

Adesso comincia un’altra avventura. E io sono carico come 19 estati fa.

Arrivederci, ragazzi. Grazie di tutto."