sabato 21 febbraio 2009

Era il 2009 e POVIA presentava il suo LUCA...

...oggi, 2022, ecco "Giusy" figlia di Luca.
Partecipa a Sanremo con la canzone:
"Vorrei togliermi il becco",
scritta dallo stesso Povia, amico intimo di famiglia.
(della guarigione di Luca, infatti, il povero Povia non è riuscito a farsene una ragione...Ecco perche' al suo festival aveva esposto il cartello "SERENITA' MEGLIO CHE FELICITA'" -della serie non si puo' avere tutto dalla vita- dedicato proprio al "suo" Luca).

giovedì 19 febbraio 2009

Come Ranocchie Bollite

(CHE ALTRO AGGIUNGERE...)
Immaginate una pentola piena d’acqua fredda in cui nuota tranquillamente una piccola ranocchia.

Un piccolo fuoco viene acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda molto lentamente.
L’acqua piano piano diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò piuttosto gradevole, continua a nuotare. La temperatura dell’acqua continua a salire.
Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare, si sente un po’ affaticata, ma ciononostante non si spaventa.

Ora l’acqua è veramente calda e la ranocchia comincia a trovare ciò sgradevole, ma è molto indebolita, allora sopporta e non fa nulla.
La temperatura continua a salire, fino a quando la ranocchia finisce semplicemente per cuocere e morire.
Se la stessa ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola.

Ciò dimostra che, quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta.Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da qualche decennio possiamo vedere che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando.
Una quantità di cose che avrebbero fatto inorridire 20, 30 o 40 anni fa, sono state poco a poco banalizzate e oggi disturbano appena o lasciano addirittura completamente indifferente la maggior parte delle persone.

Nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi.

Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente ad accettare delle condizioni di vita degradate, anzi drammatiche.

Il martellamento continuo di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose...

Olivier Clerc, scrittore e filosofo

sabato 24 gennaio 2009

Questione di nomi

"A me il mio nome non m'è mai piaciuto" e addenta una brioche alla marmellata.
Considerando che so chiamarsi come me, Loredana, le dico:
"Beh? Cos'è che non ti piace in questo nome?"
"Le rime!"
"LA" rima, penso beffarda. E dico: "Ma quella lì, la solita...?"
"Oh guarda, non l'ho mai sopportata!"
"Beh, figurati: io ci sono affezionata", e sorseggio il mio caffé.
Mi guarda stranita, un pò sorpresa.
"Ogni volta che ci penso -le dico- mi viene in mente il mio amico di infanzia, Mauro, che se eravamo in litigio non perdeva tempo a gridare da dietro il muretto - eh sì, chè se lo prendevo lo gonfiavi come un fagotto... - "Loredana la pu*****!" (la rima ve la risparmio, scivola quasi...naturale! ndr)".
"Ecco! E' questo che mi ha sempre dato fastidio del mio nome: non-lo-sopporto!!".
"Eh nooo, dai! A me diverte!Cosi' non mi dimentichero mai di Mauro. Oltrettutto non potevo competere! Il suo nome faceva pena, in fatto di rime...Prova a fare una rima con "Mauro", nessuna è d'impatto come con "Loredana". Vuoi mettere? E poi, negli anni a venire nuovi modi di chiamarmi hanno colorato il mio nome..."
"Cioé?"
"Una cara cara amica, ad esempio, che per chiamarmi non le bastava il diminutivo...No! Lei usava il vezzeggiativo del diminutivo...".
"...?"
"Usava il vezzeggiativo di Lori" (sveglia, eh, l'anonima).
"Beh, è carino..." dice lei. Non ha capito niente.
"Carino? Prova a farti chiamare tu: Lorina.
"...Beh?"
"Ah, perché a te piace essere chiamata "lorina"??"
Alla risata della barista, capisce e resta basita.
"La piscia!". Carino, eh? D'altra parte solo così mi ricorderò della mia cara cara amica, cui, devo ammetterlo, di fantasia non gliene mancava!"
"Ummadonnamia!Questa no! Va bene Loredanalap***, va bene Loredanacheglipiacelabanana (la guardo con compassione...) ma guai se questa esce dal bar, eh?" dice severa alle presenti.
Che, naturalmente, ridono.
In quel momento entra nel locale la fioraia, che come tutte le mattine, ci saluta cordialmente.
Io, perfidamente, mentre m'avvio all'uscita, dò un'occhiata alle bariste e poi alla mia omonima e, indicando la fioraia...
"Psss!Anche lei si chiama Lori!" (ih ih ih!)
La fioraia, sentendomi, si volta sorridendo: "Si! Perchè?"
"Ehm, diteglielo voi, va!" (anche perché mi fa sempre delle belle composizioni ed é gentile con me).
E me ne vado.
Anche perché A ME il mio nome MI piace...
E comincio a pensare a tutte le possibili rime a Loredana.
Loredana la....Befana (meglio mi sento!), Indiana, Nana, Romana, Insana (ma ti pare che un bambino mi dicesse cosi? ma vaa...).
Certo che però quella di Mauro è sempre la prima che rimbalza tra un pensiero e l'altro...Non c'è soluzione!Oh, gira gira, si torna lì!

giovedì 15 gennaio 2009

Foto di Gruppo

OBAMA (a sinistra)

BERLUSCONI (a destra)

BRUNETTA (al centro)

venerdì 26 dicembre 2008

Knocking on Heaven's Door

Giravolte, in bianco e nero.

Rallenta. Riprende. Volteggia su tacchi vertiginosi.

Scossa nel corpo e negli occhi di chi guarda. Bussa ondeggiando.

Ondeggia coi fianchi con i capelli.

E' tutto un cerchio. L'hoola-hop i suoi seni i glutei.

Tutto tondo.

Bussa alla porta del Paradiso.

Ognuno lo fa a modo suo.

Ad alcuni piace farlo a passo di danza.

martedì 16 dicembre 2008

Buon compleanno, Pà.

Come allora...Ciao Papà, buon compleanno.

martedì 25 novembre 2008

I colori di Franca Battistella

Prendi una manciata di colori, tienili nel palmo della mano a riempirsi di calore, poi mischiali, falli saltellare tra le dita e infine lanciali in alto e lasciali danzare nell’aria. Alza lo sguardo lassù e fissa negli occhi e nella mente ciò che vedi.
Se non hai fatto in tempo a memorizzarlo...non importa!

Quel momento è nei quadri di Franca Battistella: ritroverai quell’istante magico sospeso nell’aria, lì, intatto come l’avevi lasciato.

Franca Battistella è nata in un giorno d’inizio estate e a questa stagione ha rubato l’insaziabile voglia e l’ordinata follia del giocare coi colori.
Sembra prenderli a caso: rosso, giallo, blu, arancione, verde, azzurro, lilla...per poi buttarli sulla carta come coriandoli nel vento. Ma, guardandoli da vicino, quei pezzetti di colore li scopri incastonati come pietre preziose in un gioiello dalle forme precise, collocati in un ordine esso stesso ben preciso, come se ognuno di essi potesse stare lì, in quello spazio, e soltanto in quello!

I quadri di Franca Battistella realizzati su carta e in prevalenza con acquarello (usato in modo personalissimo) assomigliano a frattali evoluti, concepiti non da una funzione matematica, pur se disposti in modo rigoroso, ma da un istinto primordiale, emotivo.
Un istinto felice.
Nei giochi di colore dei suoi quadri pare mettervi la luminosità del suo stesso sguardo vivace che, sono certa, è identico a quello che aveva da bambina.
E sembra divertirsi proprio come una bambina con la luce, il colore e la forma, tanto da azzardare a mescolarli all’oro puro per creare degli splendidi ed unici gioielli preziosi: bidi bibodi bibum!
Con la carta e l’acquarello o con l’oro e la matita...la magia è fatta!
Franca Battistella espone a Borgaro Torinese, dal 29 novembre al 16 dicembre 2008 presso Sala d'Arte Curcio, in via Lanzo 181.
Inaugurazione della mostra “ALLEGRO MA NON TROPPO” sabato 29 novembre, ore 18.