Cosa fosse la delusione non lo sapeva ancora. Per lei significava scoprire una verità che non assomigliava neanche un po' a quella che credeva fosse "la verità".
Un luogo dove l'anima si stringe attorno a me, la mia anima e me...Una sola cosa. Qualcuna, passandomi vicina, l'ha intuito quel luogo. Lo ha chiamato... Scatolina... Io torno a volte nella mia scatolina. Ne ho comprata una, di legno semplice semplice. Piccola. Piccolissima. Non devo farci nulla. A volte, poche, resto li' a guardarla.
giovedì 4 agosto 2011
Lo specchio deformante
Cosa fosse la delusione non lo sapeva ancora. Per lei significava scoprire una verità che non assomigliava neanche un po' a quella che credeva fosse "la verità". domenica 8 marzo 2009
Il mio ottomarzo
Non potevo metterle tutte ma alcune non potevano davvero mancare...
PS aggiunto il 10/03/2009: non notate che tra le donne rappresentate vi siano alcune di straordinaria somiglianza? Guardate la Levi Montalcini e la poetessa Szymborska, la Yourcenar e la mia amica Claudia (cercatela), la Vitti e mia madre, Finocchiaro e Martini...
martedì 16 dicembre 2008
venerdì 26 settembre 2008
Amore - Sempre e Per Sempre
martedì 12 agosto 2008
Amiche e amici Buona Vacanza!
e a tutti "quelli di passaggio" che si fermano per una sosta evvia! Grazie a tutti voi. Io da parte mia, vi mandero il saluto di questo meraviglioso mare!
venerdì 25 aprile 2008
"Sei Chiara come l'alba"
Il tuo sorriso lieve
i tuoi occhi d’azzurro leggero
solleticano il mio cuore
nel guardarti
e sorride la mia vita
nel tuo sorriso delicato.
Chiara come la mattina
prima del sole
Chiara come la schiuma del mare
prima della risacca
Chiara come un’idea
prima di dormire
Chiara come l’amore
che conforta del dolore del vivere
Chiara come l’amore
che dà voglia di vivere.
Con Amore, ProTIALori
domenica 17 febbraio 2008
Tutto in un sorriso.
Sto centellinando i ricordi. Frammentandoli in dettagli che non voglio dimenticare. Sarà per questo che tutti i giorni uno di essi riaffiora e mi proietta in un passato "passato", di quelli che non tornano. Di quelli che non tornano se non tenuti dolcemente per mano dai ricordi. Alla scoperta di papà, mi sono ritrovata a sorridere mille volte, e altre mille a piangere. A chiamarlo nel rimbombo vuoto di un silenzio triste da morire...Rivedo i suoi occhi, accesi nei miei mentre gli racconto la gag "Oh Tito tu t'hai ritinto il tetto ma tu 'nt'intendi mica tanto di tetti ritinti..." pronto a ridere di gusto!Ma d'improvviso rivedo la scena di me che nel silenzio plumbeo di quella notte, incredula dell'immobilità innaturale per il suo stile di papa', ho sollevato la sua palpebra per guardarlo ancora una volta negli occhi...Dove guardavano i suoi occhi? Perche' non mi sorrideva più? Perche' se n'era andato...E dove? Milioni di domande che si rincorrono da quel giorno..:Ti sei dimenticato di me. Hai dimenticato la tua bambina. Ora che non hai bisogno piu' di nulla non ti interessa piu' di nessuno. Salvo poi consolare con: parla con lui, arriverà vibrante nei tuoi pensieri, o a galoppo di una canzone che non t'aspettavi, o nel sorriso di un pensiero improvviso che ti rincuora...E' questo il suo modo di stare vicino a chi ama...Poi in casa, di nuovo da sola: rivedo le sue cose che ho ritirato dall'ospedale quella sera. Ogni tanto prendo il suo pettine (quante volte l'ho pettinato!Lasciavo però a lui gli ultimi tocchi, con quel suo modo di tirarsi indietro le ciocche morbide) e con titubanza lo annuso...E' pazzesco l'odore ancora vivo dei suoi capelli.L'odore dei suoi capelli e' ancora qui e lui non c'e' piu'. Come la scia di un aereo. Allora è successo davvero. In quei giorni ho sentito il bisogno di fare per lui un sacco di cose. Avevo voglia di dignità. L'accoglienza, in quel rituale di condoglianze che fino ad allora ho sempre ritenuto sciocco, di ogni persona che veniva a rendere omaggio a mio padre, raccolto in una compostezza che non aveva neanche una traccia delle sue sofferenze (era bellissimo!), mi sembrava un cerimoniale importante, profondo, un ultimo forte legame tra me e mio padre: Vedi, Lorella, quanta gente vuol bene a tuo padre? Ed io "Grazie infinite, papà vi abbraccia, di cuore" e gli abbracci e i baci sconosciuti li sentivo come se io fossi solo un veicolo e mio padre il destinatario. Li raccoglievo tutti, non trascuravo alcuna stretta di mano, mano sulla spalla, baci improvvisi e abbracci tra le lacrime. Anche quelle di un anziano signore che continuava a scomporre i capelli a papà, mettendogli la grande mano sulla fronte e chiamandolo per nome con una tenerezza infinta, o quelle di "mamma Rosa" la signora rumena che per 33 notti ha fatto compagnia a papà in ospedale, e che aprendosi un varco tra la folla, vicino a lui comincia a pregare, dicendo a voce alta "Ciao Mimo, tu sei siempre stato molto buono, tuo animo buono, tuti qui ti salutano e tuti diciamo per lui un preghiera...Padre Nostro, che sei nei cieli..." e poi in rumeno...Io ero molto fiera di papà, un uomo a volte brutale nei modi, a volte dolcissimo, d'una indipendenza che spero in parte resti dentro di me, d'una lievità di pensiero, leggero come piuma, malgrado le sofferenze degli ultimi tempi, quando non voleva restare solo, ma mai avrebbe ammesso di aver paura...E forse non ne aveva. Un giorno glielo domandai:"Papà, ma tu hai paura di morire?" Mi ha risposto con la stessa aria di quando gli domandavo se Ranieri aveva fatto bene a mettere in campo Iaquinta al posto di Del Piero...Un'alzata di spalle e "...No...Paura no. Lorè, è che sono...tanto stanco!" Allora cambiavo discorso e parlavo del mare. Laddove mi avrebbe portata. "Pago tutto io. Andiamo in un posto dove ci si arriva con l'aereo!". Ok, papà. Ci andremo al mare. Te l'ho promesso e lo faro', malgrado le mie paure che forse ora sai ancora di piu'. Ora che chissà da dove, sicuro dal centro del mio cuore, sotto la leva del pianto appena la gola si stringe..., sei lì che guardi con un sorriso.
Papà, quand'ero piccola ( e a volte anche ora), mi chiamava (in dialetto) Cuccilla i pipi i papà (seme di peperoncino di papà...Come perde sentimento, tradotto...) e mi teneva con lui spessisimo, portandomi in giro specie nei fine settimana: passaggio al bar a salutare i suoi amici (praticamente chiunque incontrasse!), poi al cimitero a portare i fiori, o alla domenica pomeriggio, al cinema, a vedere i film girati, come lo diceva lui "A cinecittà" tanto con enfasi che pensavo fosse un luogo magico ( e forse lo era davvero), oppure quelli epici, "Il colosso d'argilla", "Sansone e Dalila"... La cosa bella dei fine settimana con mio padre era la preparazione: tra i ricordi di allora, mio padre che di domenica mattina si fa la barba ed io accanto a lui. Lui, tutto profumato di bagno appena fatto, con la canottiera candida e l'immancabile orologio al polso, che riempie il pennello di schiuma e poi lo da' a me, per spalmarlo sul mio viso! Lui mi aiuta a stenderlo bene in ogni angolo, poi lui prende il rasoio (era di quelli con la testina che si apriva come uno sportellino e vi andava inserita la lametta vera e propria) e prima di mettervi la lama dentro si metteva di impegno e "mi faceva la barba" portando via dal mio viso quella schiuma pannosa e profumata. "Stringi la bocca di là", ora fai così, alza il mento...Ora sciaquati che anche io finisco!Dì a tua madre di prepararti che poi andiamo a prendere il gelato!"Mi voltavo felice a guardarlo nello specchio e lì, con un occhiolino, trovavo il suo sorriso. Tutto in un sorriso era il riflesso di mio padre...
Si vive sempre un poco vicino a chi abbiamo veduto morire, si muore sempre un poco con chi ci ha dato la vita. Ma non ci si separa mai completamente da chi ci ha soltanto lasciati un poco ad attendere quaggiù” .
Ciao dolce Papà
mercoledì 17 ottobre 2007
Direte che è l'età...
Sbagliato!
Questa immagine, oggi per me Emblema, me l'ha spedita buenaonda per darmi una notizia meravigliosa!
Mi sto accingendo (mi ci vorra qualche mese di preparazione...)a passare da TIA LORI a PROTIA LORI. Non sara' solo una questione di forma...no...
Nel mio cuore e nella mia vita sta per fare il suo ingresso la piccola (Emma?J'espere que oui! Emma Carlotta, j'espere...)di un giovane uomo e di una giovane donna che amo moltissimo. Andrea e Virginie, cui auguro di vivere una lunga vita piena di sentimento, di calore e di dolcezza. E con tanti tanti amici a far loro compagnia.
Hanno fatto, Virginie e Andrea, la prima fotografia al frutto del loro amore e han scoperto che diventero' prozia di una - bellissima, ne sono certa - bambina. (Non avevo dubbi, cara Virginie, te lo avevo detto!)
E questa è per me una bella, davvero bella, notizia.
(Andrea, guarda che potrai insegnarle a giocare a calcetto, sai? Lei ti insegnera' chesso'...a suonare il pianoforte!O a scrivere di lei...).
martedì 9 ottobre 2007
Le parole
Buon compleanno, Scurilla.
Un abbraccio, nonno caro.
Vi amo sempre.
martedì 7 agosto 2007
non ti dirò
A una a una ieu le sentia cantare ca me pariane lu rusciu de lu mare
Lu rusciu de lu mare è tantu forte la figlia de lu rre se ‘nda alla morte
Idda se ‘nda alla morte e ieu alla vita la figlia de lu re sta se mmarrita
Idda sta se mmarita e ieu me ‘nzuru la figlia de lu re portà nu fiuru
Idda portà nu fiuru e ieu na palma la figlia de lu re se ‘nda alla Spagna
Idda se ‘nda alla Spagna e ieu in Turchia la figlia de lu re è la zita mia
E vola vola vola palomma vola e vola vola vola palomma mia
E’ meo lu core meo, è meo lu core meo è meo lu core meo te l’aggiu dare
sabato 23 giugno 2007
Un caffè fatto con amore
Mi sono svegliata e ho guardato la foto di nonna, che ride li', a pochi centimetri dal mio cuscino. Ho rivisto lei, le risate insieme, le nottate sveglie a guardare film, ancora a ridere...Poi, mentre io al mattino, proprio come oggi, mi svegliavo dopo un lungo sonno, lei era già in piedi, e con fare silenziosissimo, si avvicinava al letto dicendomi (in dialetto) "o higghicé...u vua nu pocu i cahé?" (figlioletta, lo vuoi un po' di caffè?)...Niente di più bello che svegliarsi al mattino e sentire il profumo del caffè che ti avvolge e poi una voce amata che te lo offre. Quella voce era mia nonna, la mia nonnina strana, civettuola (un giorno le dissi che per fortuna aveva dieci dita sennò costava un capitale mettere altri anelli alle altre dita!Un'altra volta le ho detto che se si metteva un asciugamano sulla spalla poteva fare la vu cumprà e venderne un po' in spiaggia...E lei a dirmi "Oh!Mi piacciunu accussì!" e rideva all'idea di andare in giro per ombrelloni a vendere anelli!), che aveva voglia di stare sempre in compagnia, vedere gente, non importa cosa, come, ma stare immezzo agli altri. E la nostra famiglia così numerosa glielo consentiva: anche solo andare a trovare sua figlia (mia madre) voleva dire trovare otto persone in casa (questa e' la mia famiglia), e ognuno di noi a portare amici, cugini, fidanzati, fidanzate, amiche e amici, per cui venire a casa da me significava una marea di gente da incontrare. E mia nonna era contenta. Mi faceva compagnia. Ogni fine settimana veniva da noi per stare con me, perché mia sorella andava via e una stanza tutta per me e solo per me era troppo! Cosi mia nonna veniva e cucinava un sugo superbo, cuoceva delle ore! Quando dopo il caffè mi alzavo, andavo in cucina e lei era lì, tutta ordinata, seduta vicino alla finestra a guardare fuori, la radio accesa su una stazione con canzoni italiane, orchestre e vecchie melodie. Lei li', il pugno chiuso sotto al mento, col gomito appoggiato al davanzale, capelli pettinati, quel bianco azzurro dei suoi capelli, io entravo con la tazzina vuota "Ndi vua ancora?" "Ma si', va, un altro goccio...No, nonna, lo faccio io, state li'", a dirle dandole del voi (si stupivano tutti...) a lei che già si stava alzando per prendermi dell'altro caffè Allora alzavo il volume della radio e cominciavo a cantare a squarciagola e lei che mi seguiva, e rideva, e cantava. E se al coro si univa anche mia madre, le risate si moltiplicavano come le stonature!E lei si divertiva. E quando rideva le venivano le lacrime agli occhi e con uno strano pudore si copriva il volto...Quant'era bella e quant'era bello stare con lei.
Quel giorno, quando il tempo s'era fermato in un muto dolore che non si può dire, ero li', accanto a lei, a rivivere in quei pochi minuti che quegli uomini con saldatrice e viti alla mano mi concedevano, tutti i nostri momenti insieme, quelle canzoni, le risate, le nottate sveglie, i caffè, gli anelli, le storie...Per ogni minuto la ringraziavo, mentre avrei voluto davvero che sentisse la ricchezza che mi aveva lasciato nel cuore, negli occhi, quei ricordi che ogni giorno avrei ripercorso... Le scrissi un biglietto e glielo misi tra le mani "Ovunque andrai ogni volta che mi sarai accanto ci saranno le nostre canzoni e tanta luce. Arrivederci nonna amata".
Stamattina, cosa che non faccio mai, ho acceso la radio del telefonino. Selezione manuale e mi fermo sui 91.80 dell'unica stazione che si sentiva bene. "Radio Margherita solo musica italiana", che assomigliava tanto a "quella" musica italiana, quella di un sabato di qualche anno fa. E l'annunciatrice che dice "...oggi, sabato 23 giugno, per 'Un giorno insieme', le canzoni di Mia Martini".
giovedì 24 maggio 2007
L'innamorato che aspetta
Nessuna luce a quella finestra illuminava il suo timore, nessuna speranza lontana gli dava il conforto di una attesa che non si rivelasse invana.
L'avrebbe aspettata ancora, 97 giorni e 98 lunghe notti, cercando di ricordare ogni dettaglio di lei, dei suoi occhi, del suo sorriso. La sua unica forza.
mercoledì 23 maggio 2007
Erano trascorsi....
martedì 22 maggio 2007
100 giorni 100 notti
lunedì 21 maggio 2007
Una lunga storia d'amore
Quando ti ho vista arrivare venerdì 18 maggio 2007
L'amore...
"Che cos'è l'amor..." http://spazioinwind.libero.it/lalcova/camera_a_sud.htm
PER TE
(24/01/2007 h:11.50)
Nel mio cuore
l’ombra di una felicità
che ha la tua forma.
Ti penso,
normale
come il cucchiaino nel mio caffè,
come quando cerco gli occhiali
sul comodino
e il mondo con essi riprende i suoi contorni.
Sei dentro ai gesti consueti
Sei nella mancanza di te
Se solo mi rendo conto che non ci sei.
L’amore che non ha paura
è l’amore che vive
Il mio si nasconde.
Perché… ha paura!
Benvenute lacrime
Beate
Solcate le mie guance perché
Finalmente
Piango per amore!
L.B.
"...dualità di principi vitali che si fondono, in un reciproco scambio di sensi e amore infinito, fissato nell'attimo di compenetrazione spirituale attuata dall'atto del dare e del ricevere..."
(C. Tilloca, Klimt, Il Bacio: l'estasi dell'abbandono ovvero il non-tempo dell'amore, in "XÁOS. Giornale di confine", Anno I, n.2 luglio-ottobre 2002, URL: http://www.giornalediconfine.net/n_2/art_9.htm)
"1911 Classe di Ferro" così diceva tuo nonno
LA MONTAGNA
Ho visto la montagna
quest'oggi
dal piazzale del supermercato
mentre la borsa della spesa
pesava nella mano
candida e dolce nei colori
troneggiava
sul quel misero sky line
che di metropolitano
ha solo gli aerei rasotetti...
Ho preso una bottiglia
d'acqua
e l'ho aperta
mentre mille bollicine anidre
mi lavavano la mano.
Ho bevuto un sorso
per allontanare
la puzza della strada...
E riguardavo la montagna laggiù,
in trasparenza
con la coda dell'occhio.
Sembrava mi guardasse anche lei.
Sembrava
con la voce del vento
portarmi un sorriso
pietoso caro malinconico...
Mio nonno forse.
Mio nonno è quella montagna
solo vino buono
altro che bottiglia
di acqua
di plastica
di bollicine finte.
Buon compleanno, nonno amato.




