venerdì 25 aprile 2008

"Sei Chiara come l'alba"

CHIARA
Il tuo sorriso lieve
i tuoi occhi d’azzurro leggero
solleticano il mio cuore
nel guardarti
e sorride la mia vita
nel tuo sorriso delicato.
Chiara come la mattina
prima del sole
Chiara come la schiuma del mare
prima della risacca
Chiara come un’idea
p
rima di dormire
Chiara come l’amore
che conforta del dolore del vivere
Chiara come l’amore
che dà voglia di vivere.

Con Amore, ProTIALori

giovedì 10 aprile 2008

Le parole mai interrotte di Libero83

Libero è chi non è prigioniero e non ha restrizioni.
La libertà è agire e pensare in piena autonomia, secondo le proprie scelte.
Si può lottare per questo? In un mondo perfetto...no. Perchè l'essere umano e la sua libertà sarebbero cosa sola.
In questo mondo invece si'. La condizione di sopravvivenza del nostro essere-proprio-come-siamo- dipende tutta dalla lotta per preservare, se non addirittura conquistare, la nostra libertà.
Alcuni ce la fanno. Altri s'impegnano strenuamente. Altri non se ne curano. Quest'ultimi sono gli stessi che rendono ancora piu' difficile il lavoro ai primi due. Glielo complicano con il loro menefreghismo nei confronti di tutti gli altri. Glielo vanificano con la strafottuta convinzione che Avere è meglio che Essere.
Ma alcuni dei lottatori ce la fanno, oltre ogni ostacolo, superando perfino loro stessi, oltre la loro vita...Radicati nel cuore di altri continuano una guerra, che e' una guerra senza sangue ma fatta col sudore della fronte e con le lacrime, con l'osservazione del mondo attraverso gli occhi degli altri -miseri, bambini, indifesi, emarginati -, una guerra di manifestazione, una guerra di appartenenza, una guerra per vivere, fatta anche per gli altri. Soprattutto.
Ci sono persone che lasciano orme profonde al loro passaggio. Sono i poeti della vita, quelli che cantano con rabbia se necessario la voglia di vivere liberi.

Quelli che quando passano lasciano alle loro spalle un buon profumo.
Buon cammino, LIBERO83.


(questo ban e' stato realizzato da www.scarabocchiodicomicomix.splinder.com per ricordare Alessandro Libero83, ad un mese dalla sua scomparsa. Grazie per l'invito, a StefanoMassa)

venerdì 28 marzo 2008

Cose di questo mondo.

Partorirà a luglio e diventerà padre.
Era una donna.
Legalmente è un uomo.
E' in sintesi la storia di Thomas Beatie. Era una donna. Una donna che si innamora di un'altra donna, scoprendo cosi' la sua omosessualità. Ma non solo quella: ha deciso di intraprendere la strada del transgender, con Nancy al suo fianco. Ora sono sposate. Dovrei scrivere sposati, perche' Thomas e' legalmente un uomo. La differenza tra lei e le migliaia di donne che nel mondo han deciso di cambiare sesso, e' che Thomas, il sesso, non lo ha mai cambiato. Ha modificato il suo aspetto in modo radicale - asportazione del seno, testosterone a dosi massicce che le/gli ha conferito un'indubbio aspetto maschile-. Ma l'apparato genitale non lo ha cambiato.
Perche?
Non lo so. Mi piacerebbe conoscere questo aspetto della "scelta a meta'" di Thomas. Mi piacerebbe pure capire che cosa, negli States, occorre per essere definiti legalmente uomini o donne.
La sua storia, Thomas l'ha raccontanta a Advocate.com, la rivista americana rivolta alla comunità gay, lesbica e trangender più famosa d'America.
Thomas e Nancy. Una coppia come tante. Almeno da fuori: un ragazzo e una ragazza che si amano. Il vicinato cosi' sembra vederli.
Thomas e Nancy desiderano diventare genitori.
Nancy - la donna legalmente donna- : a lei il ruolo che compete ad una donna. fare la madre.
Ma Nancy non puo' avere figli.
Il desiderio e' grande, come grande e' il legame tra i due coniugi.
Ed ecco che Thomas ha una straordinaria bacchetta magica.
Quella che nessun marito, anche il piu' strainnamorato potrebbe tirar fuori: "Ti faccio io il figlio".
Cinque mesi fa, la scelta. L'inseminazione, l'impianto.
A luglio Thomas e Nancy saranno genitori, ma non si sa ancora se Thomas potrà essere "padre" perche', malgrado legalmente uomo, all'anagrafe e' ancora Tracy Lagondino.
"La nostra situazione - (sua, di Nancy e del figlio che nascerà), dice Thomas Beatie durante l'intervista - è un territorio sconosciuto dal punto di vista legale, politico e sociale".
Mentre l'Oregon avra' il suo bel da fare per riempire quel vuoto legislativo che regolera' i rapporti tra i due genitori e il loro figlio, la famiglia Beatie dovrà invece ricucire i rapporti con un vicinato che sembrerebbe aver voltato le spalle ai due.
"Prima eravamo considerati una coppia normale - dice Thomas - ora non è più così".
Forse, in quella apparenza "normale" - un uomo e una donna (a chi sarebbe mai venuto in mente di...indagare piu' a fondo) - tutti, anche la giovane coppia, si sentivano rassicurati. La normalità. Tranquilla normalità.
Mi domando cosa sarebbe successo se avessero, da donne, manifestato il loro amore (in Oregon sembra esservi molta apertura a favore delle coppie omosessuali) e successivamente il loro desiderio di diventare genitori.
In questa "scelta a meta'" di Thomas mi sembra di leggervi paura. Paura di cambiare fino in fondo. Di non essere accettata. Forse paura di abbandonare (se quello non era il suo corpo e il suo stato) lo status di femmina/donna, non solo culturalmente, a favore di una transazione verso la nuova identita' maschio/uomo (mi domando se ha avuto accanto anche un terapeuta, durante i suo mutamenti...).
Ho come la sensazione che Tracy non abbia voluto diventare completamente Thomas, ma solo "sembrare Thomas".
Comunque, quella "scelta a meta'" che pure non contesto, anche se non me la spiego, oggi ha consentito la gravidanza.
(e se tutto questo e' vero...mi vien da dire "Previdente, la ragazza!").
La foto : a parte che conosco ragazzi con quello stesso tipo di pancia...Potrebbe pure essere un fotomontaggio...
Ad ogni modo, gli eventi (veri o presunti) sono sempre utili quando inducono alla riflessione e fanno pensare.
Molti hanno gridato allo scandalo. Anche i piu' lungimiranti hanno esclamato che "A tutto ci dev'essere un limite" (guardare i numerosi commenti ai blog...).
Eppoi il Vaticano. Alla Chiesa sembrano non piacere le "vie di mezzo". Ecco le parole del cardinal Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: "Non si può cambiare l’uomo in donna e viceversa. L’essere transessuale non va d’accordo con la morale cattolica e cristiana. È anzi contro la natura umana. L’identità umana è uomo o donna, ma niente di intermedio. Una cosa è la biologia, una è la morale. Secondo la biologia se questa persona era donna, è rimasta donna e a livello biologico può anche rimanere incinta e procreare. La natura segue il suo corso, indipendentemente dalle decisioni culturali. Questa persona ha adottato abitudini di un uomo, ma fisicamente è rimasto donna. Quello che ci preoccupa è la morale. E non si può cambiare il sesso dell’uno e dell’altro. È contro la natura umana e l’identità umana è o uomo o donna, ma niente di intermedio".
E' un problema, dunque, di identita?
E che cos'e', a questo punto, l'identità?

lunedì 24 marzo 2008

Libero davvero

Anche questo, credo, sia un modo per sconfiggere la morte: dare voce a chi di voce non ne ha più, prendere per mano un amico che non può piu' camminare, con la gratitudine di chi e' consapevole di aver ricevuto un dono, le parole già dette e i percorsi già fatti.
Un amico che ha lanciato un grido, prima di spegnere la sua voce, un amico che ha il Coraggio nel cuore, oltre il cuore, oltre il respiro. Chi è così e ha quel Coraggio che lo spinge Oltre, è davvero libero, proprio come ha saputo esserlo libero83.
Non lo conoscevo, ma poi ho letto le parole di Giuba47, nel suo post del 13 marzo che mi hanno condotto da lui, tra le sue cose, la musica e la "monnezza", la Politica e la giustizia, i film, i libri, gli autori, la voglia di vivere...
Ho scoperto, cosi', due persone Belle, di quelle che piacciono a me:testa e cuore, perfettamente in sintonia. Capaci di Parole. Consapevoli, come me, che le parole non sono mai ne' a caso ne' perse. Nel suo post Giuba47 (grazie Giuba47) mi offre l'occasione per ricordarlo: se la parola scorre ancora nessuno puo' davvero "morire per sempre".
Una parola è morta
Quando è pronunciata,
così dice qualcuno.
Io dico invece
Che incomincia a vivere
Proprio quel giorno

Buon viaggio, Libero83. A te, un sorriso: "Se l'amore è un frutto acerbi, io sarò il zucchero che da' quell'effetto che... mh, mh, eccetera eccetera.Se l'amore è un gioco, io sarò il punteggio che una persona... racchetta... eccetera eccetera.Se l'amore è un certo modo di fare, io sarò la persona squisita, eccetera eccetera.Se l'amore è il capo colorato, io sarò la lavatrice trentacinque gradi massimo.Se l'amore è un volo di gabbiano, ancora me la cavo.Se l'amore è un'altra cosa, non sono preparato. (Corrado_Guzzanti da L'ottavo nano, episodio 3)"

sabato 15 marzo 2008

ITALIA - SCOZIA 23 a 20

pam parararam parararam papà
.....papapapàpapappà pa pappà pa pappà papappà pappà!! Frateeelli d'Itaaliaaa!

Ecco, ogni volta che comincia mi viene il magone. E non dite che e' l'età perche' se fosse vero vuol dire che sono nata vecchia. Eh sì, fin da bambina, quando da qualche parte suonava l'Inno di Mameli, a me, nella mia pancia, veniva un crampo che sembrava trattenere i polmoni da dentro, farmi salire un groppo in gola tanto da aver bisogno di sfogarlo in almeno un paio di lacrimucce! Eh!
Così, guardare l'ultimo atto delle Sei Nazioni, l'incontro (incontro??) Italia Scozia, meglio Gladiatori vs Bravehearts, mi ha davvero emozionata! Non sono un'intenditrice di rugby, ma cavoli! Che passione, che lotta, che coraggio! Che liberazione la meta portata a segno da quella montagna di cuore e muscoli, all'anagrafe Gonzato Canale (sconosciuti fino a qualche ora fa...), che coraggio e sfrontatezza quel drop inaspettato di Andrea Marcato, che porta l'Italia in vantaggio nell'ultima manciata di secondi alla fine del match!
Che dire...Vedere un azzurro che corre con l'ovale attaccata, saldata al corpo, braccia mani corpi che tentano di fermarlo, e lui che continua a correre, si divincola, sfugge come un'anguilla, vola...Va correre anche me! Mi vien da dire "dai! Scappa dai dai! Corri!!!" e mi sembra di ritornare a quando da bambini si correva in casa attorno al tavolo per farsi prendere: l'idea che qualcuno ti corresse ad un passo, ma che dico? ad un palmo di mano....Fiuuu!Che strizza!
Ancora una cosa: il rugby, ma lo dico da assoluta profana, è piu' volte miracoloso!Intanto mette insieme dei fisici da paura, (CAPITANO) muscoli d'acciaio puro, e imponenti montagne di chili di grasso che qui non sono mai di troppo! Insomma grasso o magro, hai il tuo posto in squadra! Come diceva il "don Tarcisio " di MARCO PAOLINI "...non sai spingere...non sai montare, prega Dio deventar grasso...!" . Ma il miracolo più grande è verificare come da una mischia di gambe braccia piedi che scalciano mani sulle facce e fango e confusione...escano tutti intatti!Intatti! forse con un pantaloncino un po' calato da ritirare diligentemente su, un graffietto sulla fronte, la fascia che stringe i muscoli dell'avambraccio da risistemare...Tutto qui. Sorprendente.
(ed io che un tempo pensavo che i rugbisti - ma si scrive cosi?- se le dessero di santa ragione tanto da voler ogni tanto essere come loro per poter fare rissa senza punizione...)
E mi piace, infine, scoprire termini e azioni nuovi: oggi ho imparato: "Avanti". Non come verbo ma sostantivo. Gli Avanti dell'Italia. Sembrano quelli da una marcia in piu'. E spingono, e vanno, e trascinano, e guadagnano campo, e vanno....
Un incontro di rugby, concludo, deve per forza finire con una vittoria. Comunque vada: perche' sa di battaglia e non di guerra, sa di lotta e non di violenza, sa di cuore e non di sangue. E mi piace questo mescolare di personaggi che contro ogni aspettativa sono invece veri sportivi. Proprio come il pilone Ulisse Trevisin, “un incrocio fra un mulo alpino, un bue da tiro e un trattore Landini testa-calda: va in moto a spunto, lento, e poi tiene il minimo, ma con questo stesso ritmo lento ha una capacità di traino di sei quintali di avversari, vivi e resistenti” (Marco Paolini “Aprile ‘74 e 5, tra un campo di rugby e la piazza”).

venerdì 22 febbraio 2008

Una dedica gradita al cuore

ITACA
Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopio Poseidone incollerito:
mai troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto
e squisita è l'emozione che ci tocca il cuore e il corpo.
Nè Lestrigoni o Ciclopi nè Poseidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d'estate che ti vedano entrare
(e con che gioia allegra) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,voluttuosi aromi d'ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Recati in molte città d'Egitto a imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna a quell'approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni,
che vecchio tu finalmente attracchi all'isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t'ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.
E se la ritrovi povera, Itaca non t'ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un'Itaca.
Grazie AnnaS.
Di cuore.

domenica 17 febbraio 2008

Tutto in un sorriso.

Sto centellinando i ricordi. Frammentandoli in dettagli che non voglio dimenticare. Sarà per questo che tutti i giorni uno di essi riaffiora e mi proietta in un passato "passato", di quelli che non tornano. Di quelli che non tornano se non tenuti dolcemente per mano dai ricordi. Alla scoperta di papà, mi sono ritrovata a sorridere mille volte, e altre mille a piangere. A chiamarlo nel rimbombo vuoto di un silenzio triste da morire...Rivedo i suoi occhi, accesi nei miei mentre gli racconto la gag "Oh Tito tu t'hai ritinto il tetto ma tu 'nt'intendi mica tanto di tetti ritinti..." pronto a ridere di gusto!Ma d'improvviso rivedo la scena di me che nel silenzio plumbeo di quella notte, incredula dell'immobilità innaturale per il suo stile di papa', ho sollevato la sua palpebra per guardarlo ancora una volta negli occhi...Dove guardavano i suoi occhi? Perche' non mi sorrideva più? Perche' se n'era andato...E dove? Milioni di domande che si rincorrono da quel giorno..:Ti sei dimenticato di me. Hai dimenticato la tua bambina. Ora che non hai bisogno piu' di nulla non ti interessa piu' di nessuno. Salvo poi consolare con: parla con lui, arriverà vibrante nei tuoi pensieri, o a galoppo di una canzone che non t'aspettavi, o nel sorriso di un pensiero improvviso che ti rincuora...E' questo il suo modo di stare vicino a chi ama...Poi in casa, di nuovo da sola: rivedo le sue cose che ho ritirato dall'ospedale quella sera. Ogni tanto prendo il suo pettine (quante volte l'ho pettinato!Lasciavo però a lui gli ultimi tocchi, con quel suo modo di tirarsi indietro le ciocche morbide) e con titubanza lo annuso...E' pazzesco l'odore ancora vivo dei suoi capelli.L'odore dei suoi capelli e' ancora qui e lui non c'e' piu'. Come la scia di un aereo. Allora è successo davvero. In quei giorni ho sentito il bisogno di fare per lui un sacco di cose. Avevo voglia di dignità. L'accoglienza, in quel rituale di condoglianze che fino ad allora ho sempre ritenuto sciocco, di ogni persona che veniva a rendere omaggio a mio padre, raccolto in una compostezza che non aveva neanche una traccia delle sue sofferenze (era bellissimo!), mi sembrava un cerimoniale importante, profondo, un ultimo forte legame tra me e mio padre: Vedi, Lorella, quanta gente vuol bene a tuo padre? Ed io "Grazie infinite, papà vi abbraccia, di cuore" e gli abbracci e i baci sconosciuti li sentivo come se io fossi solo un veicolo e mio padre il destinatario. Li raccoglievo tutti, non trascuravo alcuna stretta di mano, mano sulla spalla, baci improvvisi e abbracci tra le lacrime. Anche quelle di un anziano signore che continuava a scomporre i capelli a papà, mettendogli la grande mano sulla fronte e chiamandolo per nome con una tenerezza infinta, o quelle di "mamma Rosa" la signora rumena che per 33 notti ha fatto compagnia a papà in ospedale, e che aprendosi un varco tra la folla, vicino a lui comincia a pregare, dicendo a voce alta "Ciao Mimo, tu sei siempre stato molto buono, tuo animo buono, tuti qui ti salutano e tuti diciamo per lui un preghiera...Padre Nostro, che sei nei cieli..." e poi in rumeno...Io ero molto fiera di papà, un uomo a volte brutale nei modi, a volte dolcissimo, d'una indipendenza che spero in parte resti dentro di me, d'una lievità di pensiero, leggero come piuma, malgrado le sofferenze degli ultimi tempi, quando non voleva restare solo, ma mai avrebbe ammesso di aver paura...E forse non ne aveva. Un giorno glielo domandai:"Papà, ma tu hai paura di morire?" Mi ha risposto con la stessa aria di quando gli domandavo se Ranieri aveva fatto bene a mettere in campo Iaquinta al posto di Del Piero...Un'alzata di spalle e "...No...Paura no. Lorè, è che sono...tanto stanco!" Allora cambiavo discorso e parlavo del mare. Laddove mi avrebbe portata. "Pago tutto io. Andiamo in un posto dove ci si arriva con l'aereo!". Ok, papà. Ci andremo al mare. Te l'ho promesso e lo faro', malgrado le mie paure che forse ora sai ancora di piu'. Ora che chissà da dove, sicuro dal centro del mio cuore, sotto la leva del pianto appena la gola si stringe..., sei lì che guardi con un sorriso.

Papà, quand'ero piccola ( e a volte anche ora), mi chiamava (in dialetto) Cuccilla i pipi i papà (seme di peperoncino di papà...Come perde sentimento, tradotto...) e mi teneva con lui spessisimo, portandomi in giro specie nei fine settimana: passaggio al bar a salutare i suoi amici (praticamente chiunque incontrasse!), poi al cimitero a portare i fiori, o alla domenica pomeriggio, al cinema, a vedere i film girati, come lo diceva lui "A cinecittà" tanto con enfasi che pensavo fosse un luogo magico ( e forse lo era davvero), oppure quelli epici, "Il colosso d'argilla", "Sansone e Dalila"... La cosa bella dei fine settimana con mio padre era la preparazione: tra i ricordi di allora, mio padre che di domenica mattina si fa la barba ed io accanto a lui. Lui, tutto profumato di bagno appena fatto, con la canottiera candida e l'immancabile orologio al polso, che riempie il pennello di schiuma e poi lo da' a me, per spalmarlo sul mio viso! Lui mi aiuta a stenderlo bene in ogni angolo, poi lui prende il rasoio (era di quelli con la testina che si apriva come uno sportellino e vi andava inserita la lametta vera e propria) e prima di mettervi la lama dentro si metteva di impegno e "mi faceva la barba" portando via dal mio viso quella schiuma pannosa e profumata. "Stringi la bocca di là", ora fai così, alza il mento...Ora sciaquati che anche io finisco!Dì a tua madre di prepararti che poi andiamo a prendere il gelato!"Mi voltavo felice a guardarlo nello specchio e lì, con un occhiolino, trovavo il suo sorriso. Tutto in un sorriso era il riflesso di mio padre...

Sento una ferita dentro al cuore che batte con esso. Sento un profondo amore per mio padre. Resto incredula perche' non sapevo di amarlo cosi' tanto.

Quando sei partito, padre mio, è stato come se morisse il maggior tronco della foresta. Allora un gran vento è passato sulle cime e uno stormir di foglie ha pianto la vita che si è spenta. Poi, lo spirito del tronco ha alimentato con più forte respiro la giovane selva che sfida il vento. Così la tua morte, padre mio, mi ha rivelato la saggezza di azioni, parole, silenzi. E invisibile mi hai ripreso per mano dando coraggio e fiducia al mio cuore…
Si vive sempre un poco vicino a chi abbiamo veduto morire, si muore sempre un poco con chi ci ha dato la vita. Ma non ci si separa mai completamente da chi ci ha soltanto lasciati un poco ad attendere quaggiù
” .

Ciao dolce Papà
Con amore, la tua "bambina" Cuccilla i pipi.