
Dal Piscioscio alla vita di tutti i giorni. Non e' stato facile. Anzi, non è facile!
Ho ancora la sagoma svolazzante delle frange dell'ombrellone disegnata nei miei occhiali, mentre Teresa soprannominata "rosannacancellieri" (per il suo modo cosi' impostato di snocciolare con dizione piucchepperfetta!) , mi indica la strada piu' breve per descrivere cio' che vediamo. Usando il dialetto, per l'appunto. E "piscioscio" fa parte di quel lessico immediato che ho appreso nei languidi pomeriggi pugliesi, sotto al sole dispettoso della Controra, che ci guardava, pero', con simpatia visto che eravamo le sole a gustarcelo con allegria.
Noi e quel tizio li', quello del Piscioscio, appunto...
Ho avuto anche modo di capire, forse (ma mi appello ai piu' autorevoli accademici, magari della Crusca...), l'origine del nostro settentrioneggiante dire "Che pizza!" , credendo magari di essere raffinati quanto basta per non dire....di peggio! Provate a domandare cos'è la "pizza" in quel di Puglia! Non è...diciamo, da "raffinati"! Provare per credere, miei cari!
E se non vi bastano le mie parole, provate a guardare in quell'acqua trasparente del mare...Sul fondo, tra gli scogli e la sabbia, troverete le cosiddette "pizze marine". Indovinate come sono. Non vi dico altro.
Volgo lo sguardo verso Teresa che conta le conchigliette nella manciata di sabbia che ha tra le mani...E continua con il suo lessico autoctono, in parte, come mi confermeranno gli altri, improvvisato, tra il reale e la sua fantasia vivace...Struncajone, strafajone, stuetico, scarcagnulu...E quando dissi: "Ma anche voi avete caldo?" - lo so, domanda sciocca detta al 16 d'agosto in pieno meridione d'Italia, con circa 40 gradi...- la oramai MaestraTeresa incalza con il suo: "..:Eh si', c'e' faugna...".
Eh???
La faugna e' quel caldo che ti si appiccica sulla pelle senza quasi lasciarla respirare...Se dicessimo "Afa", che e' lo stesso, non rende...La Faugna sembra gia' un animale mitologico che, con alito bollente, sottrae l'aria a noi comuni mortali, strappandoci l'anima! (meglio se lo pronunciate con la U molto luuuuuuga!).
Fortuna che giorni di faugna non ne ho patiti piu' di un paio. Il cielo, il mare, quella brezza costante sulla pelle, tra i capelli, i sorrisi della gente, le risate delle amiche e degli amici, hanno reso meravigliosa una Terra che certamente non aveva bisogno di presentazioni ulteriori, e che a me si e' presentata con tutta la sua prepotente selvaggia bellezza.
E poi...poi il rientro.
Non facile. Tra nubi minacciose di pioggia, di questo norditalia sempre sull'orlo di una crisi di pianto, non e' stato facile.
Ce fueco!
Un abbraccio pieno di gratitudine, per giorni indimenticabili, a tutti quei sorrisi che ho incontrato, in serate sotto le stelle, danzanti tra tamburelli e violini, tra frenetici salti e giravolte di gambe giovani e snelle, di quelle piu' sapienti delle anziane donne e di quelle dei bambini attenti ad imparare... Suoni odori volti sorrisi che mi hanno innamorata, vorticosamente, trascinandomi inesorabimente nella bolgia, senza avere il tempo di imparare, senza pensare, proprio come quando si vive una forte passione, trascianata dalla
zitella assieme a tutti gli altri, come tutti gli altri!
Che meraviglia!