
il mondo, per loro, e' di tutti loro.
Vorrei dire ai tanti che vedono nello "straniero" la feccia di cui disfarsi, il catalizzatore di tutte le schifezze che circondano come sciarpa puzzolente le nostre altrimenti candide vite, il portatore infetto del virus della delinquenza-a-prescindere, il genoma del pusher, il carico d'immondizia che-se-ti-cade-in-acqua-tantochilovede...
Vorrei dire ai tanti, a volte, paradossalmente anche stranieri italianizzati (dalla parte peggiore) razzistizzati, di leggere indietro nel nostro (e il loro) passato.
Un passato recente.
Ma il mio desiderio restera' inesaudito?
Già...gli stolti non leggono.
Gli stolti non pensano.
Allora confido sugli altri.
tanto nelle loro vite qualche stolto passa di certo (e' un continuo incessante viavai)
Confido in un silenzioso potente straordinario passaparola.
LEGGETE QUI...quando i migranti eravamo noi.
(ringraziamenti a Carlo Maria Aimone)