martedì 21 ottobre 2008

Il gusto della sostenibilità a Torino

Tornano a Torino dal 23 al 27 ottobre 2008,
il SALONE INTERNAZIONALE DEL GUSTO
(al Lingotto Fiere e Oval) e
TERRA MADRE
( al Oval e PalaOlimpico - Isozaki)

In questa edizione, la vera novità è la riduzione dell'impatto ambientale della manifestazione.
Dicono gli organizzatori: "L’obiettivo del progetto, inserito nel programma di Torino 2008 World Design Capital, è la progressiva riduzione dell’impatto ambientale delle due manifestazioni, che svilupperanno nuovi scenari sostenibili di consumo e di gestione degli output (ad esempio gli scarti), rendendoli utilizzabili per altri processi e conferendo loro un nuovo valore economico".
Il Salone del Gusto e Terra Madre 2008 sembrano continuare così il loro cammino evolutivo, ribadendo quel ruolo innovatore e quella funzione educatrice che hanno manifestato sin dalla loro prima edizione.
-Leggete qui il progetto
Info e aggiornamenti del programma:
Tel. 0172 419 611
http://www.salonedelgusto.it/

martedì 14 ottobre 2008

DIECIMILA!!!


Raggiunto e già superato il traguardo dei DIECIMILA VISITATORI!
Una scatolina, questa, resa piu' grande e spaziosa dal vostro esserci.
GRAZIE di CUORE

domenica 12 ottobre 2008

INDIANS


Ed ecco il nuovo spettacolo, dal titolo INDIANS, dall’ultimo lavoro letterario di Fabrizio Frassa, artista poliedrico che riesce a stupire coi suoi testi, ricchi di introspettiva ricerca di verità nascoste, fuorvianti per indole umana e ingannevoli per la medesima umanità, sempre in bilico tra dubbi interminabili e pronte soluzioni.

In questa nuova opera Fabrizio Frassa dà voce al popolo rosso, gli Indiani d'America,attraverso tre personaggi, tre istanze diverse, anch'esse, com'e' nella natura umana, scomodamente assestate in antri di dubbi, di pietose bugie in cui credere per sopravvivere e, di nuovo, l'umanità che esorta, che consola e che redarguisce, saggia e pietosa, imperturbabile e commovente.

INDIANS è la voce di un giovane indiano, figlio del popolo rosso, combattuto tra la spinta occidentale del suo tempo e la ricerca delle sue radici, strappate dall'uomo bianco dalla sua terra e trapiantate in angusti spazi di riserva, entro limiti e confini che mai aveva veduto prima: “...io lo giuro..mai ho veduto quella linea sottile e diritta che l'uomo bianco chiama frontiera...Mai!”

INDIANS è anche la voce di un guerriero, nelle cui vene scorre il sangue dei suoi avi massacrati "dalla mano sacrilega dell'uomo bianco... che viola le tombe e strappa i corpi dei propri antenati al sonno dell'eternità per metterne in mostra i poveri resti mortali...", un guerriero che vuole dare senso alla propria esistenza solo per poter vendicare il suo popolo.

INDIANS è infine la voce di una donna, una madre, una figlia di un popolo che non è morto e che non morirà mai, perché il popolo rosso come quello bianco è figlio dello stesso Dio, entrambi appartengono alla terra, loro Madre, e al Cielo, loro padre, in quel disegno più grande e assoluto del Grande Mistero, che "...non si cura delle misere faccende degli uomini...", ma provvede a perpetuare, infine, la vita, quella degli alberi, dei fiumi, dell'erba, degli animali e degli uomini.
"E cos'è mai l'uomo senza gli animali, senza l'erba, senza l'albero?...Tutte le cose sono collegate tra loro: come il sangue scorre nelle vene di una stessa famiglia così esso scorre nelle vene di tutti gli uomini della terra..".

Da un progetto di IT.ART, in collaborazione con "LABOTTEGADELTEATRO" e con "BLUE ROADS", domenica 19 ottobre, alle ore 21, è in scena a Caselle Torinese, nella Sala Cervi, INDIANS, di Fabrizio Frassa,

Interpreti: Loredana Bagnato - Livio Vaschetto - Antonio Zappia.

Musiche di Alessandro Umoret
Esecuzione brani musicali:
Alessandro Umoret, tastiere, percussioni e flauto
Danilo Dugaro, chitarra
Nat Condello, batteria
Tony Sabatucci, Contrabbasso

Scenografia: Franca Battistella
Luci e audio: Antonio Sabatucci
Regia: Fabrizio Frassa

venerdì 26 settembre 2008

Amore - Sempre e Per Sempre

A volte c'è bisogno di dirlo, quell'Amore che fa sentire migliori. Quell'Amore che si prende cura di te e, spesso, non chiede nulla in cambio. Quell'Amore che "come stai?" diventa la domanda più bella della giornata.
A volte c'e' bisogno di dirlo, che quell'Amore è la cosa più importante, in questa vita che sembra solo, in fondo, arrotolarsi nelle giornate, col sole o la pioggia, da sole o in compagnia, su se stessa, come un tappeto di plastica.
A volte c'e' bisogno di dirlo, a quell'Amore, che senza di esso il tappeto di giorni e notti, per quanto pieni di luce e poche ombre, sarebbe solo un tappeto di plastica di giorni e notti.
A volte ho bisogno di dirlo, che l'Amore è il motivo dei miei sorrisi più liberi e pure quello piuttosto idiota di questo momento, mentre lo scrivo!

giovedì 18 settembre 2008

Tribute to Zitella's sound and Piscioscio. Special guests: Teresa & Friends. Complice un mare meraviglioso.

Dal Piscioscio alla vita di tutti i giorni. Non e' stato facile. Anzi, non è facile!
Ho ancora la sagoma svolazzante delle frange dell'ombrellone disegnata nei miei occhiali, mentre Teresa soprannominata "rosannacancellieri" (per il suo modo cosi' impostato di snocciolare con dizione piucchepperfetta!) , mi indica la strada piu' breve per descrivere cio' che vediamo. Usando il dialetto, per l'appunto. E "piscioscio" fa parte di quel lessico immediato che ho appreso nei languidi pomeriggi pugliesi, sotto al sole dispettoso della Controra, che ci guardava, pero', con simpatia visto che eravamo le sole a gustarcelo con allegria.
Noi e quel tizio li', quello del Piscioscio, appunto...
Ho avuto anche modo di capire, forse (ma mi appello ai piu' autorevoli accademici, magari della Crusca...), l'origine del nostro settentrioneggiante dire "Che pizza!" , credendo magari di essere raffinati quanto basta per non dire....di peggio! Provate a domandare cos'è la "pizza" in quel di Puglia! Non è...diciamo, da "raffinati"! Provare per credere, miei cari!
E se non vi bastano le mie parole, provate a guardare in quell'acqua trasparente del mare...Sul fondo, tra gli scogli e la sabbia, troverete le cosiddette "pizze marine". Indovinate come sono. Non vi dico altro.

Volgo lo sguardo verso Teresa che conta le conchigliette nella manciata di sabbia che ha tra le mani...E continua con il suo lessico autoctono, in parte, come mi confermeranno gli altri, improvvisato, tra il reale e la sua fantasia vivace...Struncajone, strafajone, stuetico, scarcagnulu...E quando dissi: "Ma anche voi avete caldo?" - lo so, domanda sciocca detta al 16 d'agosto in pieno meridione d'Italia, con circa 40 gradi...- la oramai MaestraTeresa incalza con il suo: "..:Eh si', c'e' faugna...".
Eh???

La faugna e' quel caldo che ti si appiccica sulla pelle senza quasi lasciarla respirare...Se dicessimo "Afa", che e' lo stesso, non rende...La Faugna sembra gia' un animale mitologico che, con alito bollente, sottrae l'aria a noi comuni mortali, strappandoci l'anima! (meglio se lo pronunciate con la U molto luuuuuuga!).

Fortuna che giorni di faugna non ne ho patiti piu' di un paio. Il cielo, il mare, quella brezza costante sulla pelle, tra i capelli, i sorrisi della gente, le risate delle amiche e degli amici, hanno reso meravigliosa una Terra che certamente non aveva bisogno di presentazioni ulteriori, e che a me si e' presentata con tutta la sua prepotente selvaggia bellezza.

E poi...poi il rientro.
Non facile. Tra nubi minacciose di pioggia, di questo norditalia sempre sull'orlo di una crisi di pianto, non e' stato facile.

Ce fueco!

Un abbraccio pieno di gratitudine, per giorni indimenticabili, a tutti quei sorrisi che ho incontrato, in serate sotto le stelle, danzanti tra tamburelli e violini, tra frenetici salti e giravolte di gambe giovani e snelle, di quelle piu' sapienti delle anziane donne e di quelle dei bambini attenti ad imparare... Suoni odori volti sorrisi che mi hanno innamorata, vorticosamente, trascinandomi inesorabimente nella bolgia, senza avere il tempo di imparare, senza pensare, proprio come quando si vive una forte passione, trascianata dalla zitella assieme a tutti gli altri, come tutti gli altri!
Che meraviglia!


venerdì 5 settembre 2008

La differenza paga









Da una semplice quanto geniale idea è nato un grande progetto. Si chiama RECOPLASTICA e consente di tradurre in denaro i nostri rifiuti riciclabili.
Il primo in Italia, a San Gillio, in Piemonte.
Un modo intelligente per premiare l'impegno dei cittadini e migliorare le nostre vite. Guadagnando.
Scusate se e' poco.
Come segnala Jonathan "...Il meccanismo è abbastanza semplice: i cittadini che fanno la raccolta differenziata possono portare i sacchetti all’Ecopunto (è questo il nome del negozio) dove vengono pesati e pagati secondo le quotazioni di mercato. Approssimativamente, si ottengono circa 50 centesimi per un chilo di alluminio, 20 centesimi per il ferro, 18 centesimi per un chilo di polietilene e 5 centesimi per la carta. Una volta venduti, i rifiuti vengono compattati ed inviati alla Recoplastica.L’idea ha suscitato molto interesse tanto da trasformarsi in un franchising ed in ottobre verranno aperti altri due negozi in provincia di Torino, a San Gillio e a Santena. E’ inoltre intenzione di Recoplastica aprire altri 50 negozi in tutta Italia entro il 2009...".
Una volta queste cose le leggevo solo su Topolino, nelle improbabili avventure di Paperone!

mercoledì 3 settembre 2008

Se n'è andata l'anima dei Blues Corner


Arriva la telefonata di Tonino.
Poi la mail di Livio, quella di Carlo.
Stessa tristezza e identica incredulità per la scomparsa di Roberto "Ugola"Ugolini.

Io l'ho sentito cantare, Roberto, assieme ai Blues Corner.
Erano un gruppo davvero affiatato e squisitamente professionale.
E Roberto, anima del gruppo, era brillante, divertente e a tratti riservato.
Ecco il loro sito.